itinerario isole Vergini
Da Tortola a Virgin Gorda
L’isola è caratterizzata da spiagge candide e montagne verdi, non ha praticamente villaggi ma solo case sparse, un aeroporto e tante barche. Conosciuta soprattutto per i “Baths”, le cui acque trasparenti sono eccezionali. Chi ha visto le rocce corse dell’isola di Lavezzi nelle Bocche di Bonifacio può riuscire a farsi un’idea: una barca a vela può comodamente ancorarsi a pochi metri da quella che è considerata una delle più belle spiagge del mondo. Su un tratto di costa di un chilometro, enormi massi tondeggianti di granito affondano nella sabbia candida, creando grotte e piscine naturali e le palme gareggiano in altezza con le rocce più imponenti. Più a nord a Nort Sound potete rilassarvi nella baia del famoso Bitter End Yacht Club. L’interno è impervio, spesso inaccessibile e ovunque coperto di cactus e fiori tropicali, ci sono spiagge inaccessibili dal mare, come Savannah Bay, ma c’è anche il porto naturale più sicuro, il North Sound, una baia lunga e chiusa da una cornice di isolette coralline.
Da Virgin Gorda a Anegada
Anegada è circondata da una grande barriera corallina con passaggi molto difficili, infatti bisogna chiedere l’autorizzazione per l’approdo. Ne vale la pena per la sua bellezza e notevole fauna: fenicotteri rosa, aironi, iguane che possono raggiungere oltre il metro di lunghezza. Numerosi sono i relitti, fra antichi e moderni, tuttora imprigionati fra i coralli e si vagheggia che alcuni di essi nelle stive celino ancora favolosi tesori. Una ragione in più per immergersi in questi bellissimi fondali. L’isola è una striscia di sabbia bianca lunga venti chilometri e larga meno di tre, la sua cima più alta raggiunge i sei metri di altezza.
Da Anegada a Jost Van Dike
Ha preso il nome da un famoso pirata entrato nella leggenda: l’Olandese Volante. E’ rimasta piuttosto selvaggia e offre molti piccoli ancoraggi tranquilli e fondali interessanti per le immersioni. A terra si respira un’aria volutamente casual, con un bicchiere di rum in mano e una chitarra in sottofondo suona un calipso.
Da Jost Van Dyke a Norman Island
Verdissima, quasi disabitata, disseminata di grotte e caverne è soprannominata “L’isola del tesoro” e riconferma le numerose leggende sui pirati e tesori nascosti.
Su di essa è possibile trovare alcuni ormeggi piacevoli e ben ridossati ed è molto suggestivo alla sera andare a sorseggiare un drink o per cena, a bordo del “William Thornton”, un antico vascello ancorato a sud est di The Bight.
Da Norman Island a Cooper Island
I principali ancoraggi sono a Manchineel Bay a nord ovest dell’isola. Questo posto deve il suo nome ai numerosi alberi da frutto velenosi situati lungo la baia, mele gialloverdi il cui succo può arrivare persino a scottarvi, se lo toccate.